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Il consiglio superiore di sanità da l'ok alle donazioni samaritane

Donare un rene o parte del fegato ad uno sconosciuto diventerà possibile anche in Italia. Il Consiglio superiore di sanità (Css) ha infatti dato la propria approvazione alle donazioni samaritane, quelle donazioni fra viventi non consanguinei e non legati da vincoli affettivi. La decisione dell'organo scientifico del ministero della sanità, conferma sostanzialmente il parere positivo del Comitato nazionale di bioetica (Cnb) ma pone alcuni "paletti" importanti per verificare l'assoluto disinteresse del donatore. E' stata infatti prevista un'attenta valutazione psicologica e psichiatrica del "samaritano" e del suo nucleo familiare condotta da una "parte terza" e, quindi, estranea al team che seguirà le attività di prelievo e trapianto inoltre, dovranno essere garantite la privacy e la totale mancanza di contatti fra donatore e ricevente. Il rigido protocollo è finalizzato ad escludere eventuali interessi del donatore o ipotesi di commercio illegale d'organi. Sul delicato aspetto di questa tipologia di donazione si erano subito dichiarati contrari il presidente onorario del Cnb, Francesco D'Agostino ed il Comitato di Ateneo di bioetica dell'università cattolica.
Nel parere del Css è poi stabilito che le prime 10 donazioni samaritane vengano inserite in un programma nazionale gestito dal Centro nazionale trapianti e, comunque, dovranno essere prioritariamente utilizzate in modalità cross-over. Si tratta di una procedura "incrociata" adottata quando vi siano almeno due coppie composte da un soggetto in attesa di trapianto ed un familiare donatore vivente non compatibile. Se il donatore della seconda coppia è invece biocompatibile con il ricevente della prima e, viceversa, si può applicare il trapianto cross over. La donazione samaritana verrà comunque presa in considerazione solo se quella da cadavere o fra viventi consanguinei non dovesse essere praticabile.